Lo slogan « Siamo tutti antifascisti » circola nei cortei europei da decenni, ma le sue recenti declinazioni linguistiche pongono una questione precisa: cosa cambia nel messaggio politico quando si modifica il marchio di genere nella frase? Tra il maschile generico italiano « tutti », il femminile « tutte », la forma inclusiva « tuttx » e le traduzioni francesi, ogni variante codifica un posizionamento distinto.
Varianti dello slogan antifascista: tabella comparativa delle forme attestati
Le diverse declinazioni di « Siamo tutti antifascisti » non sono semplici giochi tipografici. Ognuna corrisponde a un contesto militante preciso e a un’intenzione politica identificabile.
| Forma | Lingua | Genere grammaticale | Contesto documentato |
|---|---|---|---|
| Siamo tutti antifascisti | Italiano | Maschile generico | Slogan storico, ripreso durante il raduno di Dro contro « Ritorno a Camelot » (agosto 2026) |
| Siamo tutte antifasciste | Italiano | Femminile plurale | Corteo di Venezia, 19 settembre 2026, portato da collettivi femministi |
| Siamo tuttx antifascistx | Italiano inclusivo | Neutralizzazione tramite « x » | Utilizzato da collettivi queer, documentato dalla rivista La Déferlante |
| Nous sommes tous antifascistes | Francese | Maschile generico | Traduzione comune nelle manifestazioni in Francia |
| Nous sommes tou·tes antifascistes | Francese inclusivo | Punto mediano | Variante militante francofona, scrittura inclusiva |
Ciò che colpisce in questa tabella è che ogni variante segna una rottura con lo slogan originario su un asse preciso: il genere, la lingua o il modo di indirizzarsi. La forma storica in italiano, al maschile generico, rimane la più ampiamente ripresa nei cortei internazionali.
Numerose notizie pubblicate su Perspective Media dettagliano queste evoluzioni linguistiche e i contesti in cui appaiono.

Femminile, inclusivo, maschile generico: cosa rivela il divario tra le forme
La forma « Siamo tutte antifasciste », scandita a Venezia nel settembre 2026, non si limita a includere le donne. Essa rivendica un’enunciazione politica al femminile, portata da collettivi femministi che rifiutano la sottomissione del femminile al maschile generico.
La forma « tuttx/antifascistx » opera diversamente. La sostituzione delle desinenze di genere con la lettera « x » mira a neutralizzare la binarietà grammaticale stessa. La rivista La Déferlante ha documentato questa variante nell’ambito di un fronte queer antifascista, dove l’obiettivo non è femminilizzare lo slogan ma eliminare ogni assegnazione di genere nell’indirizzo collettivo.
Cosa aggiunge il francese al dibattito
Il passaggio alla lingua francese introduce una vincolo ulteriore. Il francese dispone del punto mediano (tou·tes) come principale strumento di inclusività scritta, ma questo strumento rimane contestato nello spazio pubblico e mediatico. La traduzione « Nous sommes tous antifascistes » domina nei cortei francofoni, compresi quelli che mostrano altrimenti rivendicazioni femministe.
Questa asimmetria tra l’italiano e il francese è notevole:
- L’italiano consente la sostituzione con « x » senza alterare la pronuncia scandita dello slogan, il che facilita il suo uso orale in manifestazione
- Il francese, con il punto mediano, crea una forma soprattutto scritta, difficile da scandire collettivamente in un corteo
- La conservazione dell’italiano originale (« Siamo tutti antifascisti ») in contesto francofono funziona come un marcatore di appartenenza transnazionale, indipendentemente dal genere grammaticale
La scelta della lingua e della forma grammaticale non è quindi un dettaglio stilistico. Essa codifica un rapporto di forza tra universalismo antifascista e politica identitaria.
Antifascismo costituzionale in Italia: uno slogan diventato programma
Lo slogan supera ormai il quadro dei cortei per entrare in una logica istituzionale. Il movimento « Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti », creato nel 2026, organizza letture pubbliche della Costituzione italiana, comprese in lingue minoritarie e in dialetti. L’obiettivo dichiarato è la difesa della XII disposizione transitoria e finale, che vieta la ricostituzione del partito fascista.
Questa iniziativa, documentata da Il Cittadino Online nel settembre 2026, sposta il terreno dell’antifascismo dallo slogan di strada verso la pedagogia costituzionale. La parola « tutti » ritrova qui il suo significato letterale: tutti i cittadini, senza distinzione, sono coinvolti da questa disposizione giuridica.
Mobilitazioni recenti contro raduni neonazisti
Lo slogan è stato ripreso durante il raduno antifascista di Dro, in Trentino, organizzato contro l’evento di estrema destra « Ritorno a Camelot ». Secondo un resoconto di Proletari Comunisti datato 30 agosto 2026, lo slogan funzionava lì come parola d’ordine unitaria di fronte a un raduno esplicitamente neonazista.
La coesistenza delle forme maschile classica e femminile in un medesimo corteo mostra che le varianti non si sostituiscono l’una all’altra: coabitano e segnalano posizionamenti distinti all’interno di una stessa mobilitazione.

Slogan antifascista in francese: traduzione o trasformazione politica
Tradurre « Siamo tutti antifascisti » in francese non equivale a trasporre un messaggio. La scelta tra « tous », « tou·tes » o il mantenimento dell’italiano costituisce di per sé un atto politico.
La formula italiana beneficia di un carico storico che la traduzione francese non porta: essa rimanda direttamente alla resistenza italiana degli anni 1920-1940. Il mantenimento dell’italiano nei cortei francesi funziona come una citazione, affermando una filiazione con l’antifascismo italiano piuttosto che con la tradizione politica francese del Front populaire o della Resistenza.
- La versione italiana originale ancorà lo slogan in una memoria storica precisa legata al fascismo di Mussolini
- La traduzione francese « Nous sommes tous antifascistes » universalizza il discorso ma perde questa filiazione
- Le forme inclusive (« tuttx », « tou·tes ») aggiungono una dimensione di politica di genere assente nello slogan originario
La molteplicità delle varianti non diluisce il messaggio antifascista. Essa mappa le linee di frattura interne ai movimenti che lo portano: tra universalismo e politica identitaria, tra memoria storica e rivendicazione contemporanea, tra l’orale scandito e lo scritto militante. Ogni forma dello slogan è un posizionamento, ed è precisamente questa diversità che ne fa un oggetto di analisi politica, non solo linguistica.



